Città di Bisignano

Stemma

Gaetano Gallo, nel suo libro intitolato "Bisignano, arte storia folklore" dice che lo stemma di Bisignano rappresenta un cavallo bianco sfrenato che esce fuori da due monti, alzando le zampe anteriori in atto di saltare sopra un campo azzurro. Aggiunge inoltre che in un disegno pubblicato da "Ughellus Fernadus", nel 1644, non vi fosse l'albero che appare, per la prima volta nella stampa che il Pacichelli Giovanni Battista pubblicò nel suo libro "Regno di Napoli in prospettiva". Spiega, Gaetano Gallo, che il cavallo in esame, a prima vista, sembrerebbe alludere al pregiatissimo allevamento di tali animali durante l'epoca Aragonese, ma il carattere del cavallo, sfrenato, ovvero galoppante senza guida, allude a ben altro. Bisignano nel 1020, come Amalfi e Gaeta fu proclamata Città godendo così di una piena libertà civile, reggendosi a libero municipio con forma repubblicana, mentre intorno a lei la terra veniva contesa fra i longobardi e i normanni. Il significato di libertà è confermato dai due monti che il cavallo sforza e travolge impetuosamente. Il Gallo precisa che non bisogna tener conto dell'albero, in quanto è stato aggiunto successivamente. Riguardo ai colori: il verde nasconde due significati, il primo esprime speranza, promesse future, mentre il secondo completa il significato di libertà espresso dal cavallo che galoppa senza guida in una prateria. Il bianco del cavallo indica il comando; mentre l'azzurro esprime lustro, splendore e ragalità.

Geografia

È posto a 350 metri sul livello del mare sulle ultime propaggini collinose della Sila greca, a dominio della valle del Crati. Sede vescovile dall'VIII secolo, vanta i ruderi di un castello bizantino-normanno e la cattedrale, risalente al XIII secolo ma quasi interamente rifatta. Nicola Leoni, nel libro “Dalla Magna Grecia e delle Tre Calabrie” del 1845 descrive Bisignano così: "La città ha belli edifici, più parrocchie, un seminario, più monasteri, un monte di pietà. Educa un popolo di 4450 individui civili industriosi. È celebrata per le bellissime razze di cavalli. Si allontana da Cosenza a 20 miglia. La famiglia Sanseverino vi ebbe signoria. Ampio fertilissimo n’è il territorio che si distende in vallate, in aprici colli deliziosi, piantati di ulivi, di viti, di gelsi, e di tutta la numerosa famiglia dell’ubertose piante, irrigato da limpidissimi rivi. La Cattedrale col titolo dell’Assunta è di bell’architettura."

Storia

Non si conoscono con esattezza quali furono gli albori della città; alcuni storici antichi, e tra questi il Barrio, raccontano che il fondatore fu un tale Bescio, il quale condusse Aschenez, pronipote di Noè, fino in Calabria, dandole il nome di Bescia, che i Greci e i Romani cambiarono in Besidia. Altri storici, invece, fanno risalire le origini agli Ausoni. Certamente nel IV secolo a.C. Bisignano era una delle principali città della Confederatio Bruttiorum (vedi Bruzi). Comunque i numerosi ritrovamenti, testimoniano le antichissime e importanti origini della Città, in periodi storici che risalgono al XV e XIV secolo a.C. I siti archeologici di Bisignano nelle località di Mastro D'Alfio e di Comò custodiscono, sepolte, le vestigia della Bruzia Besidiae. In particolare, nella zona di Mastro D'Alfio, affiora, dal cumulo di terra che lo ricopre, un forno di età greca a due bocche e nella medesima zona furono ritrovate le grandi giare del IV secolo a.C. custodite nel Museo della Sibaritide. Notizie della città sono già note intorno al 205 a.C., quando alleata di Annibale, nella battaglia di Campovile, sconfisse i Romani.

Per carenza di documentazione sono altrettanto ignote sono le origini di Bisignano sede vescovile. Secondo l’Arcidiocesi Cosenza-Bisignano, è attendibile l’ipotesi che stabilisce che la Diocesi di Bisignano sia stata istituita a cavallo dei secoli VII e VIII, subentrando a quella di Thurii, di cui noi si hanno più notizie dal 680. Il primo Vescovo che risulta da un documento ufficiale del 743 è Auderamus, il quale partecipa al Sinodo convocato a Roma da Papa Zaccaria. Niceforo II Foca, imperatore bizantino, nel 963 riconquisto la Calabria scacciando i Longobardi dalla valle del Crati imponendo il rito Bizantino anche alla Diocesi di Bisignano. Ma già nel 983, Papa Benedetto VII la assegna alla Metropolia di Salerno, come risulta dalle bolle papali del 986 e del 1058. La posizione però è contraddittoria fino all’XI secolo in quanto per le fonti greche Bisignano dipende da Reggio Calabria, mentre per quelle latine da Salerno. Secondo l’Arcidiocesi di Cosenza-Bisignano, Bisignano era il confine tra il dominio longobardo e quello bizantino e quindi, molto probabilmente, non era soggetta a nessuna di esse. Dopo il concordato di Melfi, periodo normanno, la Diocesi di Bisignano è ricordata nel “Liber Censum” della Chiesa di Roma come “Domini Papae”, ovvero era soggetta direttamente alla Sede Apostolica. Notizie più precise circa i confini e i possedimenti della Diocesi si hanno dal momento in cui fu redatta, da parte del Vescovo Ruffino, la Platea, dalla lettura della quale emerge la presenza in Bisignano di monasteri Basiliani e latini, chiese parrocchiali, rurali e luoghi culturali, menzionati successivamente in numerosi documenti ecclesiastici i quali dimostrano un’intensa e continua vita religiosa. Nel 1806 furono espropriate le terre ecclesiastiche in Bisignano e nel 1809 furono soppressi i Monasteri dei Domenicani, dei Cappuccini, dei Conventuali, dei Paolotti, dei Riformati e il Terz’Ordine dei Santa Maria delle Grazie. Nel 1818 la Diocesi di Bisignano è stata unita a quella di San Marco Argentano e nel 1979 è stata definitivamente unita all’Arcidiocesi di Cosenza.

La città era Comune nel 1061 guidata "dai consigli" di Pietro De Turra (fatto prigioniero da Roberto Guiscardo per ottenere la resa della città[5]).

Nel 1056 Bisignano, Cosenza e quasi tutta la Calabria Citra furono costrette a pagare un tributo e prestare servigio ai Normanni grazie ad un’astuzia di Roberto D’Altavilla, detto, dopo questo episodio, il Guiscardo. Sotto le mura di Bisignano Roberto D’Altavilla chiama a colloquio Pietro Turra, ricchissimo signore di quella città, per risolvere alcune questioni sorte tra i Bisignanesi e i Normanni che vivevano nella vicina San Marco. Mentre i due signori discorrevano sotto gli occhi dei Bisignanesi da un lato e i Normanni dall’altro, Roberto, con un movimento repentino, afferra Pietro, di forme smisurate, a metà del corpo e se lo mette in spalla correndo verso i suoi uomini. I Bisignanesi, colti di sorpresa corrono verso Roberto D’Altavilla per liberare Pietro Turra arrivando ad azzuffarsi con i Normanni, e mentre questi si azzuffano, Pietro invano si sforza, con i piedi e con le mani, di divincolarsi. Roberto lo attanaglia sempre più, ora rotolandosi sul terreno, ora spingendolo alla meglio, ora trascinandolo, riesce a farlo prigioniero. Pietro Turra ottenne la libertà solo dopo aver pagato un riscatto di 20 mila scudi. [6][7]

Bisignano fu dominio dei Normanni e nel 1400 feudo dei Ruffo di Catanzaro.

Nel 1461 con Luca Sanseverino ha inizio la dinastia dei principi di Bisignano e la città diviene capoluogo del principato fino ai primi del XIX secolo oltre che protagonista delle alterne vicende legate alla fortuna militare e politica del casato dei Sanseverino. I rovinosi terremoti ed in particolare quello del 1887 portarono alla distruzione di gran parte del cospicuo patrimonio monumentale della città. La diocesi di Bisignano vanta tradizioni storiche millenarie: fu eretta (fu istituita?) probabilmente tra il VII e l'VIII secolo. Nel X secolo apparteneva alla provincia ecclesiastica dell'arcidiocesi di Reggio Calabria e adottava il rito bizantino. Nel XIII secolo la diocesi, ben definita nei suoi confini, vantava una numerosa presenza di chiese e conventi. Nel 1818 la diocesi fu unita a quella di San Marco Argentano, mentre dal 1979 è stata unita a quella di Cosenza. Il patrimonio artistico e culturale di Bisignano è particolarmente interessante ed è concentrato nel centro storico, tra i quartieri di: Piazza, Piano, Giudecca, San Simone, Santa Croce, San Zaccaria, San Pietro e Cittadella.

Contatti

Associazione Culturale Rione Santa Croce
Viale Principe di Piemonte, 110
87043 Bisignano (CS)
rionesantacroce@virgilio.it

Social

      

 

Sponsor

CASEIFICIO STRATICO'
Via Vritta, 15 - 87043 Bisignano (CS) Italy
0984 94 92 10