Chiese

 

Articolo curato da
Aecheo Club Sede di Bisignano

CHIESA DI SAN DOMENICO

La chiesa e il convento di San Domenico sorsero nel XV secolo al posto di una chiesetta preesistente, in cui già dal 1430 esisteva una cappella della confraternita di nobili che andava sotto il titolo dell’Annunziata. L’atto di fondazione del convento risale al 18 settembre 1475, quando il principe di Bisignano Girolamo Sanseverino, insieme ad altri notabili della città, per espresso volere degli associati alla confraternita dell’Annunziata, decisero di affidare la chiesa all’Ordine dei Domenicani. La scelta del principe di dare in affidamento la chiesa ai Domenicani fu motivata anche dalla grande devozione verso il fondatore dell’Ordine: san Domenico di Guzman. I frati si stabilirono da allora a Bisignano, adoperandosi ad ampliare la chiesa in stile romanico-gotico e a costruire il convento con chiostro annesso, che venne provvisto di una grande cisterna per la raccolta delle acque, tuttora esistente e visibile. Della confraternita dell’Annunziata potevano far parte solo gli abitanti dei quartieri di Santa Croce e della Giudecca che avevano il diritto di precedenza nelle processioni, essendo questa confraternita, molto probabilmente, la più antica di Bisignano. I Domenicani rimasero a Bisignano fino al 1809, anno in cui i frati furono costretti dalla legge francese ad abbandonare il paese a seguito della soppressione dei conventi.

Attualmente, nella parte retrostante della chiesa, sono ancora esistenti alcuni resti dell’antico convento, tra cui i ruderi del campanile, lo stesso che viene raffigurato nella stampa del 1702 dall’abate Pacichelli. Nella storia del convento ricordiamo la fondazione della Confraternita del SS. Rosario nel 1707, la cui intensa attività durò fino al 1958. La confraternita dell’Annunziata, invece, cessò di esistere nel 1795. La chiesa, nel corso dei secoli, ha subito vari aggiustamenti strutturali in seguito ai terremoti che l’hanno danneggiata, modificandone la forma originaria. L’ultimo sisma, che la distrusse quasi completamente, fu quello del 1887. Prima di questa data, la chiesa era provvista di 22 altari. Nei decenni successivi al sisma, i riti religiosi vennero tenuti nell’annessa Cappella della Confraternita del SS. Rosario, ossia gli attuali saloni parrocchiali adiacenti alla chiesa e alla sacrestia. I lavori di ricostruzione post-terremoto iniziarono nel 1910. Sospesi successivamente per mancanza di fondi, ripresero nel 1945 e terminarono nel 1962. Nell’ottobre dello stesso anno, precisamente nella ricorrenza della festività del SS. Rosario, la chiesa venne aperta al culto. L’8 dicembre 1970 l’Amministratore Apostolico della Diocesi di Bisignano mons. Augusto Lauro la inaugurò ufficialmente. La decorazione interna della chiesa risale al 1979 e fu eseguita dall’artista Saverio Presta. La facciata odierna è in stile romanico-gotico, ospita quattro logge laterali e una bifora ad arco a sesto acuto. Il campanile ha quattro campane, di cui la più grande risale al 1839, mentre le altre vennero fuse rispettivamente nel 1906, 1979 e 1983.

CHIESA DI SANTA CROCE

E' tra le più antiche di Bisignano. Originariamente aveva la sua sede nei pressi dell'attuale chiesa di San Giuseppe. Dopo la sua distruzione, avvenuta nel XIX secolo molto probabilmente a causa di un terremoto, il suo titolo fu trasferito alla vicina chiesa di San Giuseppe e, successivamente, a quella di San Domenico cui appartiene tuttora.

È tra le tre parrocchie della città, insieme a quella di Santa Maria Assunta e di San Tommaso Apostolo.

Prende il suo nome probabilmente dalla reliquia della Santa Croce, che ancora si conserva nella chiesa di San Domenico e che ha dato anche il nome al quartiere.

CHIESA DI TUTTI I SANTI Madonnella

(detta anche Madonnella o di Tuttisanti) sorge in via dei Vasai e testimonia l’influenza bizantina in Calabria. Nella Platea del 1508 di Niccolò de Leonardis, la chiesa risulta «posta nella città di Bisignano, nel luogo chiamato li pignatari». Un tempo sorgeva al suo fianco il monastero delle Clarisse che, secondo quanto afferma Gaetano Gallo fu Carlo, ebbe vita probabilmente fino al 1800: venne edificato a partire dal 1606 per volere di Erina Castriota Scanderbeg, principessa di Bisignano e nipote dell’eroe albanese Giorgio Castriota Scanderbeg, la quale un mese prima della sua morte (1565) dichiarò nel suo testamento «di havere fatto voto di fare costruire uno monastero di donne monache dell’Ordine di San Francesco» e a tal fine destinò la somma di 3.000 ducati. La chiesa fu ricostruita nel 1700, e a tale epoca risale l’arco presbiterale a tutto sesto, ricostruito sul vecchio stile medievale. Cinquecentesca è l’acquasantiera in pietra con piedistallo. Le due campane risalgono una al 1797 (a cura del parroco don Vincenzo Cassano) e l’altra probabilmente al 1504 (realizzata dall’antico fonditore di campane Mastro Jacopo). Dopo i lavori di consolidamento eseguiti tra il 1944 e il 1945 ad opera del maestro Leonardo Trotta, oggi è stata restituita al culto, dopo un decennio di chiusura, grazie ai lavori di restauro iniziati nel 2008. In onore della Madonnella, si tiene a Bisignano, ogni terza domenica di ottobre, una fiera di origine medievale, che pare abbia avuto grande rinomanza nel ’500.

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