Palazzi Nobiliari

Palazzo Trentacapilli

Casa palazziata già di proprietà di uno dei rami della famiglia Gallo, passò successivamente ai Trentacapilli. Di essa qui si segnala il bel portone tufaceo. Il palazzo, nonostante gli interventi di ammodernamento, conserva la classica struttura architettonica nobiliare tipica delle dimore calabresi del ‘700. L’edificio è conosciuto col nome della famiglia Pucciano, che non era originaria di Bisignano. E’ abbastanza certo che il palazzo appartenga alla famiglia Trentacapilli, perché a ridosso dell’edificio c’erano magazzini e frantoi di loro proprietà.

Lo stemma della famiglia raffigura uno scudo diviso in due parti: una scacchiera nella parte inferiore e due stelle in quella superiore.

 

Palazzo Gallo di Gaetano (di Carlo):

Casa palazziata, ottocentesca, abitata da uno dei rami della nobile famiglia Gallo.

 

Palazzo Berlingieri

Il Palazzo è un’imponente costruzione della prima metà del Settecento. Fu costruito dopo l’arrivo nella diocesi di Bisignano del vescovo Mons. Pompilio Berlingieri di Crotone. L’edificazione doveva accogliere i membri della famiglia che aveva seguito il prelato nella città. Lo stemma della famiglia è caratterizzato da una scacchiera diagonale grigia e rossa.

 

Palazzo Luzzi - Montalto:

Il Palazzo è stato costruito, nel cuore del rione, probabilmente alla fine del ‘600, vista la facciata lineare e il prolungamento della costruzione verso la parte retrostante, in modo da inglobare fabbriche preesistenti. L’edificio appartenne alla famiglia Luzzi di Bisignano, iscritta al “Seggio dei Nobili”, passò nell’’800 alla famiglia Montalto, che faceva parte della secondo ceto cittadino, quello degli Onorati. In casa Montalto si registrano la presenza di due notai, tra il XVI e XVII sec, questo ci fa presumere che fossero economicamente agiati. Degno di nota Giovanni Battista Montalto che fu padrino di Luca Antonio Pirozzo, Sant’Umile di Bisignano.

 

Palazzo dei Prezio/Boscarelli (Ex municipio):

La generosa offerta di D. Ottavio de Petrio, era esclusivamente finalizzata al bene culturale e spirituale di Bisignano. La città,infatti, avrebbe ottenuto grande giovamento dalla presenza e dall'attività degli SCOLOPI. Capitale del Principato dei Sanseverino, Bisignano era abituata a primeggiare e ad accogliere fra le sue mura una nuova istituzione religiosa; ciò significava precorrere i tempi e dare atto della munificenza dei Principi sovrani, anche se in effetti l'abitazione fu ceduta dal reverend de Pretio. L'autorizzazione ad aprire la prima casa religiosa in Calabria, venne dallo stesso santo fondatore Giuseppe Calasanzio, che inviò a Bisignano P. Francesco di Santa Caterina ed un collaboratore Laico, Giovanni Antonio Porri, chiamato fra Giovanni Antonio di San Carlo. I due scolopi arrivarono a Bisignano il 7 Dicembre 1627 e presero possesso dalla casa il 21 Dicembre successivo. Il convento di Bisignano fu aperto sotto il regno di Luigi Sanseverino, ricordato in una lettera del P. Pietro Casani scritta da Napoli il 13 Maggio 1628. Il palazzo passò successivamente al ramo secondogenito della famiglia Boscarelli, che lo abitò ininterrotamente fino al terremoto del 1887.

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